Il progetto riqualifica un complesso rurale di più edifici, in pietra e mattoni, d'inizio Novecento attraverso degli innesti contemporanei chiaramente leggibili. L'intervento affianca alla compatta massa muraria originaria nuovi volumi: parallelepipedi puri di colore bianco alcuni sospesi sull’edificio esistente altri con profonde spaccature in facciata dai tagli netti.
I nuovi corpi appaiono come oggetti materici, mentre le ampie superfici vetrate stabiliscono un dialogo visivo continuo con il paesaggio naturale. La palette materica lavora su un contrasto consapevole tra la densità e la ruvidezza della pietra a vista storicizzata e l'essenzialità astratta dell'intonaco bianco e del vetro.
All'interno, la luce naturale agisce come materia progettuale: esalta spessori e imperfezioni delle murature storiche al piano terra, mentre nel volume superiore crea ambienti rarefatti e introversi. L'opera trova un perfetto equilibrio tra conservazione e trasformazione, rinnovando l'identità del luogo.